Cortinarius caperatus

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Il Cortinarius caperatus è un fungo commestibile che predilige le peccete in zone umide. Andiamo a scoprirne le varie caratteristiche grazie al nostro Mauro Valentini.

Cortinarius caperatus: tassonomia

  • Divisione: Basidiomycota
  • Classe: Agaricomycetes
  • Ordine: Agaricales
  • Famiglia: Cortinariaceae

Etimologia

Dal latino “cortinarius”= attinente alle cortine, per i caratteristici residui del velo parziale e caperatus = corrugato, con rughe, per l’aspetto del cappello.

Cappello

3-10(12) cm, inizialmente subgloboso, poi convesso e infine più o meno disteso con tipico umbone ottuso; di colore variabile da beige-nocciola a rossiccio. In gioventù rivestito da una pruina bianco-violetta che talvolta permane al centro del cappello anche nei soggetti maturi.

Superficie asciutta e caratteristicamente grinzosa. Lamelle moderatamente rade, uncinate, serpeggianti, con filo irregolare e biancastro; di color paglierino all’esordio, giallo-ocra per la maturazione delle spore.

Gambo

5-10(15) × 1,2-2,5 cm, carnoso, duro, poi midolloso, per lo più cilindrico o leggermente ingrossato alla base. Superficie fioccosa nella parte superiore l’anello, di color giallo pallido o paglierino; può presentare resti del velo generale alla base del gambo di colore violetto. Anello doppio a polsino, biancastro e striato nella parte superiore.

Carne

All’esordio soda poi fibrosa, di color crema-biancastro; sapore grato e odore non distintivo.

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Habitat

Predilige le peccete in zone umide; si può rinvenire occasionalmente anche sotto latifoglie come Faggio e Castagno. Crescita gregaria, dall’estate all’autunno.

Commestibilità e tossicità

Buon commestibile, è molto ricercato in alcune regioni italiane dove viene raccolto per la preparazione di misti o per essere conservato sott’olio.

Osservazioni

Cortinarius caperatus è un fungo che concentra cesio radioattivo, in passato è stato tolto dal consumo e dal commercio per diverso tempo in seguito al disastro nucleare di Chernobyl, che ne aveva causato un pericoloso innalzamento dei valori di radioattività.

Dal 2002 è stato riammesso al consumo e alla vendita, in quanto, i valori di radioattività negli esemplari italiani sono rientrati sotto i parametri di tolleranza Europea.

Specie simili

Questa specie è ben riconoscibile per via della superficie pileica pruinosa e grinzosa, l’anello doppio a polsino e la carne biancastra. Particolare da sottolineare è l’evidente fioccosità presente alla sommità del gambo che risulta fondamentale nel riconoscimento della specie nei casi in cui l’anello fosse mancante.

Soprattutto negli stadi giovanili, dove la pruina che ricopre il cappello conferisce un aspetto sericeo, può esser confuso con alcune specie congeneri vicine a Cortinarius traganus e Cortinarius laniger; queste ingannevoli specie risultano ben distinguibili per il colore e l’odore della carne e per le tinte diverse del cappello e delle lamelle.

Alcune specie del Genere Cortinarius con cui condivide l’habitat di crescita e che, allo stadio giovanile, possono risultare ingannevoli. Questa specie apparteneva al Genere Rozites ma recenti studi molecolari (Peintner et al. 2004) la collocano nel Genere Cortinarius.

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Curiosità

Come in alcune specie del Genere Amanita, anche all’interno del Genere Cortinarius sono frequenti casi in cui si ritrovano resti del velo generale sulla superficie del cappello; in questa specie sono sotto forma di pruina violetta perfettamente adesa al pileo.

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