Latte crudo, avviso ai consumatori e filosofia Slow Food

Conservazione e stagionatura delle forme di formaggio

Latte crudo sì o latte crudo no? Su questo argomento, nel corso degli ultimi anni, si è scatenato un intenso dibattito, da cui sono emersi diversi pareri.

In questo articolo vi proponiamo il nostro punto di vista, in sintonia con la filosofia Slow Food. Inoltre, nel finale, abbiamo aggiunto un paio di righe sulle carni crude.

Latte crudo, che cos’è e chi deve porre attenzione nel consumo?

Il latte viene definito “crudo” quando non è stato trattato termicamente. Assume questa definizione quando è stato dunque solo munto e refrigerato, senza aver subito ulteriori trattamenti.

Siamo molto attenti alla sicurezza alimentare, e quindi sconsigliamo il consumo di alimenti crudi e di formaggi a latte crudo per le persone vulnerabili e per i bimbi di età inferiore ai 6 anni di età, alle donne incinte, agli anziani e ai soggetti immunodepressi.

In base al Decreto legge nr. 158 del 13 settembre 2012, in Italia il latte crudo può essere messo in commercio solo con l’etichetta “da consumarsi previa bollitura“. Riportiamo qui il testo integrale della Gazzetta Ufficiale riguardante l’attuazione del Decreto legge sul latte crudo.

Latte crudo, la filosofia Slow Food seguita dal Pineta

L’associazione mondiale Slow Food è nata per contrapporsi al modello fast-food con un criterio sostenibile e “slow”, lento. Il movimento, nato in Italia, premia coloro che scelgono di usare prodotti rispettosi del territorio, della natura e della biodiversità.

Il riconoscimento come Osteria Slow Food per il ristorante “Alla Pineta” è giunto nel 2013 e attualmente in tutto il Trentino siamo in pochi ad aver ricevuto questo importante marchio.

Se voleste conoscerci meglio, vi rimandiamo alla lettura della pagina sulla nostra Osteria Tipica Trentina.

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Tornando alla tematica principale di questo articolo, perché il latte crudo deve essere valorizzato secondo Slow Food?

Il latte crudo, dopo la mungitura, non subisce alcun trattamento termico, non viene cioè né pastorizzato né termizzato. È un alimento integro, vivo, che mantiene le sue caratteristiche di partenza: nutrienti, vitamine, enzimi e fermenti lattici.

Il latte crudo trasferisce ai formaggi gli aromi e i profumi delle erbe e dei fiori del territorio e, di conseguenza, i formaggi a latte crudo sono più buoni, complessi e interessanti.

Per vedere che il prodotto sia conforme, anche sul latte crudo vengono eseguite le analisi di laboratorio e solo dopo l’ok di quest’ultimo, può essere messo in commercio.

Il latte pastorizzato è invece senza vita. Per fare formaggio bisogna aggiungere fermenti, industriali nella grande maggioranza dei casi.

Senza la flora lattica originaria, figlia dell’ambiente circostante, del pascolo e del clima, vengono realizzati prodotti anonimi, privi di legame con il territorio e replicabili ovunque.

Slow Food, con le sue campagne di comunicazione e i suoi progetti sostiene dunque i produttori che si battono in difesa dei formaggi a latte crudo in tutto il mondo.

A cena con i Presidi Slow Food

I caseifici di fiducia del Pineta

A questo punto vi sarete domandati quali siano i nostri caseifici di fiducia, a cui ci rivolgiamo in modo da fornire i prodotti migliori agli ospiti del Pineta:

Finora abbiamo parlato di latte crudo, ma le stesse regole valgono anche per le carni crude, da noi utilizzate sotto forma di tartare.

Le nostre carni provengono dalla premiata macelleria “Dal Massimo Goloso” di Coredo, selezionata dal Gambero Rosso tra le migliori macellerie in Italia.

Vi aspettiamo allora numerosi al Pineta, nella magica Val di Non, per degustare i buonissimi prodotti del nostro territorio!

Per conoscere qualche deliziosa ricetta tipica trentina, vi invitiamo infine a cliccare sulla sezione del blog “Sapori trentini con Mattia“.

Ecco cos’è SlowFood

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