Trentino Trippa: scopri di più sul Festival della Trippa Trentina al Pineta!
Questo evento è il secondo in Italia dedicato alle buonissime trippe, dopo la Fiera Nazionale della Trippa di Moncalieri (ottobre).
Anche la nostra regione ha una importante tradizione a tal proposito e, finalmente, abbiamo deciso di creare questa manifestazione culinaria proprio per far conoscere al pubblico questa prelibatezza storicamente associata alla festa di San Romedio del 15 gennaio.
Pronti per l’edizione “6” di Trentino Trippa nel 2026
Quest’anno abbiamo già in programma un evento che si sviluppa solo il 15 gennaio, la sesta edizione del Festival #TrentinoTrippa, in cui potrete degustare le deliziose trippe del Pineta, oltre a testina e baccalà fino a esaurimento scorte.



Questa edizione si svolgerà qui al Pineta, ma potrete trovare le famose trippe anche in altri ristoranti della Pieve. L’evento sarà preceduto da una serata a tema, in data 14 gennaio, nella Cantina del nostro senior chef Bruno Sicher.
Lunedi 12 gennaio 2026 – con Lorenzo Callegari del ristorante Vecchia Sorni
Cena a quattro mani – 12 gennaio | Trentino Trippa
Una serata che nasce dall’incontro tra mani che rispettano la materia, teste curiose e una visione comune della cucina come racconto di territorio. Il 12 gennaio, in occasione di Trentino Trippa, la cucina si accende con una cena a quattro mani che vede protagonisti Mattia Sicher e Lorenzo Callegari.
Accanto a Mattia, diamo visibilità a un luogo che è diventato riferimento per la cucina trentina più autentica: il Vecchia Sorni, ristorante simbolo di una gastronomia fatta di memoria, rispetto della materia prima e gusto sincero. È da qui che Lorenzo porta in tavola una cucina intensa e riconoscibile, capace di trasformare il quinto quarto in esperienza, senza perdere il legame con le radici.
Il percorso della serata si apre con un benvenuto di trippa fritta in mezzaluna, croccante e conviviale, pensato per rompere il ghiaccio e preparare il palato.
A seguire, l’antipasto di cuore di manzo confit con ketchup di fragole e funghi, dove profondità, freschezza e tecnica si incontrano in equilibrio.
Il menù potrà poi essere completato con alcune proposte speciali di San Romedio firmate da Mattia Sicher, piatti che nascono dal legame profondo con il luogo e da una cucina che guarda avanti, restando fedele alla propria identità.
Una cena pensata come un dialogo aperto: tra due cucine, due sensibilità e un unico grande amore per il territorio. Un appuntamento che promette di scaldare il cuore prima ancora del palato.

Mercoledì 14 gennaio 2026 in cantina del Bruno
Dalle 18 alle 21 su prenotazione avrai la possibilità di provare e gustare la Zuppa del Viandante, la ricetta storica del nostro Senior Chef a base di orzo e baccalà. € 15 a piatto con abbinamento di un calice di vino della cantina del Bruno. Il ricavato andrà totalmente in beneficenza a Emergency.
Vi segnaliamo inoltre che a Sanzeno c’è il Perdon de Sanzen, con il “Cammino nella Notte” che inizia alle 19.30 con partenza dalla Basilica dei Santi Martiri Anauniensi. Il pellegrinaggio vi porterà a visitare il Santuario di San Romedio illuminato solo dalle candele, uno spettacolo da non perdere!

Giovedì 15 – Festa di San Romedio al Pineta
La giornata inizia con il brodo di gallina all’alba, subito prima del pellegrinaggio per la messa al Santo. Sulla via del ritorno, chef Mattia Sicher e il suo Staff realizzeranno il menù tradizionale a base di Trippe di San Romedio e non solo.
Queste le Trippe di San Romedio:
- Insalata di Trippe con cipolla a julienne
- Minestrone di Trippe in brodo
- Trippe alla parmigiana



Per chi non ama la Trippa ma non volesse mancare, ecco altri piatti tipici della festa:
- Insalata di Testina di vitello con cipolla a julienne
- Versione del baccalà dello chef Mattia
Qui inoltre altri piatti forti del nostro Team in Cucina:
- Talleri di patate ripieni al Casolet filante ed erba cipollina;
- Ravioli di pasta fresca alla carbonara liquida con pancetta e porcini;
- Guancialino di maiale emulsionato al Groppello, polenta e funghi;
- Carpaccio di carne salada trentina con rucola e Trentingrana.
Anche Trippa d’asporto qui al Pineta
Per il #TrentinoTrippa proporremo le nostre Trippe anche da asporto (sempre pronta in vaschette d’asporto):
- Trippa alla parmigiana del Santo
- Trippa in brodo con verdure
Trippa anche nelle nostre macellerie di fiducia
Potrai trovare le trippe da cucinarti a casa o già preparate e cotte sia nella macelleria Dal Massimo Goloso a Coredo sia nella Macelleria dei Fratelli Corrà a Smarano. Anche in alcuni ristoranti della valle potrai trovare la loro versione della Trippa in questo periodo.





Qual è la storia della trippa in Trentino?
Non possediamo notizie dettagliate sul preciso momento dell’arrivo della trippa in Trentino ma, nella nostra Val di Non, possiamo dirvi con certezza che sia associata strettamente alla Festa di San Romedio. La ricetta classica nonesa riguarda proprio la Zuppa del Viandante, consistente in una minestra di orzo perlata con baccalà dei frati.
La riscoperta di questa ricetta è dovuta all’amico storico Nereo Pederzolli il quale, assieme al nostro Senior Chef Bruno Sicher, si diverte a studiare le tradizioni culinarie per poi riproporle al pubblico odierno. Bruno Sicher, tra le altre cose, ha recentemente presentato questo succulento piatto negli studi del programma GEO su RAI3.
Trippa di San Romedio – Un po’ di storia by Nereo Pederzolli
Da noi, in Trentino e specialmente in val di Non, ha una tripla ‘p’. Perché la parola ‘trippa’ evoca significati che vanno oltre l’aspetto gastronomico: entra direttamente nel concetto popolare di ben distinte ‘p’. La prima è legata al pellegrino; immediatamente dopo ecco quella del passaggio, senza tralasciare lo stimolo al piacere. Trippe dunque scritte con ben ‘tre p’, per un Festival che recupera saperi contadini, schiette abitudini alimentari, azioni concrete di condivisa solidarietà. In onore – e non solo – al santo noneso per eccellenza, San Romedio.
Ma perché valorizzare una pietanza apparentemente così minimalista? E’ per rendere onore alla più autentica cultura gastronomica tradizionale. Relegata da falsi stereotipi alimentari, quelli che ‘scartano’ il semplice per stupire con ingredienti roboanti. Dimenticando valori e i significati del cibo, le consuetudini di un territorio specifico, tra stupori che lasciano poco spazio a quanti valorizzano ancora il cosiddetto ‘quinto quarto’. E farlo con entusiasmo e altrettanta passione.
Così in tavola rispuntano le pietanze che conservano non solo i sapori d’antan, ma anche l’idea del risparmio, per razionalizzare il consumo, contro lo spreco. Mirando però anche al piacere.
Ecco le nostre ‘trippe’.
I cuochi che hanno aderito a questo sperimentale quanto insolito Festival sono accumunati – è proprio il caso di dire – da una passione viscerale per la materia con le ’tre p’.
Tra i fornelli e sulle tavole dei ristoranti saranno protagoniste succulente porzioni di fumanti trippe. E ogni accostamento con …le frattaglie, la parte perduta della macellazione dell’animale. Quel quinto quarto, costituito dagli organi interni della bestia destinata alla cucina, vale a dire le parti molli, spezzate o separate dalla carne bovina nobile, tolte dai quattro quarti (anteriori e posteriori) delle due mezzene precedentemente macellate.
Piatto solo apparentemente banale, forse perché a buon mercato. In realtà è pasto nutriente, ricco di proteine, sali minerali, ferro e vitamine. Con un valore aggiunto: racconta la nostra storia, il legame con il territorio e le devozioni che identificano la comunità.
Il Festival Trentino della Trippa cerca di recuperare la memoria del gusto perduto. Legato alle pratiche contadine della macellazione, l’arte di ‘saper fare per saper vivere’, stimolando con semplicità momenti di godibile soddisfazione alimentare. Senza tralasciare il rito conviviale al Santuario di San Romedio. Dove le trippe hanno la ‘p’ sia di pellegrino che di passaggio.
La ‘p’ del piacere si potrà gustare ai tavoli dei locali che hanno aderito al Festival.
Sarà un curioso viaggio nelle interiora. Un percorso gastronomico per quanti vorranno mettersi in gioco, pensando alle trippe senza storcere la bocca.
Il quinto quarto – stando ai docenti di Storia della Cucina – mette a disagio molti consumatori perché le frattaglie sono organi vitali, creando una barriera psicologica molto diversa dall’approccio a un trancio nobile di carne, come il filetto o la bistecca. Le citazioni si sprecano. Già lo storico della cucina trentina, Aldo Bertoluzza, negli Anni ’70, parlando di trippe, intuiva le nuove tendenze dei consumatori. Figli della cultura cittadina e del supermercato, scelte che poco o nulla hanno a che fare con la conoscenza alimentare. Non conosciamo non solo le carni, ma neppure le bestie.
Scartando prelibatezze da grandi intenditori. Nel Rinascimento le frattaglie erano cibo elitario, altro che cucina povera…
Una questione culturale, non solo di gusto. Che scarta materie prime mollicce e certamente poco accattivanti alla vista. Per accelerare le dinamiche del benessere sociale, per ostentare lo fettina di vitello in alternativa alla trippa.
Adesso, in Val di Non, le ricette di trippa avranno nuove interpretazioni. Saranno contemporaneamente gourmet e altrettanto sincere. Con quelle ‘tre p’ che le rendono uniche.
Vi aspettiamo!

Un po’ di storia del Festival #TrentinoTrippa 2020… ecco l’edizione “0”
Volete sapere qualche curiosità in più sulla prima edizione del Festival Trentino Trippa? Buona lettura 🙂
Il programma del Festival #TrentinoTrippa 2020 ha visto ai nastri di partenza tre grandi chef provenienti da altrettante regioni che, ogni sera a cena, si sono alternati ai fornelli della cucina del Pineta facendo degustare ai nostri ospiti la propria ricetta speciale della tradizione. La serata finale, quella cioè di mercoledì 15 gennaio dedicata a San Romedio, ha visto invece all’opera i nostri cuochi Mattia e Bruno Sicher i quali hanno proposto la classica Zuppa del Viandante con trippa e baccalà!
- Domenica 12 gennaio – David Marchiori dell’osteria Plip di Mestre – Il piatto tripposo è il Raviolo di Puzzone con umido di trippa. E il baccalà mantecato con polenta di nocciola e polvere di capperi. – http://osteriaplip.com/
- Lunedì 13 gennaio Giuseppe Martelli e Cinzia Natali del ristorante Champagneria QuartinodiVino di Ovada, con la Zuppa di ceci e trippa e la loro Cipolla su bagna cauda ripiena di zucca, salsiccia di Bra e raschera – http://www.quartinodivino.it/
- Martedì – 14 gennaio Giuseppe Bettini dell’Osteria Selvole di Castel Goffredo con il Tortello amaro di Castel Goffredo”, diventato Comunità del Gusto di Slow Food e la Zuppa di Trippa alla Mantovana – http://www.osteriaselvole.it/
- Mercoledì 15 – Festa di San Romedio… i nostri #HomeChef Mattia e Bruno con la loro storica Zuppa del Viandante con Trippa e Baccalà e per la festa serale la trippa in tutte le sue versioni…
- Giovedì 16 ospite Chef Daniele Melis, che ha condiviso tanta strada con il nostro Mattia e che ora sta cavalcando le sue onde alla grande, con la sua versione trentina della Trippa – Il Croccante di Trippa, gel al Limone e Crescione di Ruscello
- In più, dal 17 al 19 gennaio 2020, sono state proposte le versioni rivisitate della trippa nonesa nei ristoranti di alcuni migliori giovani chef del Trentino: Locanda Alpina di Brez e Ristorante La Filanda di Denno.
E ora … andiamo a rispondere alle vostre curiosità sulla trippa!
Che parte è la trippa?
La trippa è una frattaglia ricavata dalle diverse parti dello stomaco del bovino o del suino. La materia prima più usata è il rumine di manzo.
Quanti tipi di trippa ci sono?
La trippa può essere fatta con i seguenti tagli: rumine, reticolo, omaso, abomaso, duodeno. Il rumine è la parte più grassa, l’omaso la più magra. Il lampredotto di Firenze si fa con l’abomaso.
Quante proteine e grassi ha la trippa?
In 100 grammi di trippa ci sono: 5 grammi di grassi, 15,8 grammi di proteine, 0 grammi di carboidrati e 72 grammi di acqua.
Quante calorie ha la trippa?
La trippa presenta un valore di 108 calorie.
Quali sono gli altri valori nutrizionali della trippa?
In 100 grammi di trippa troviamo inoltre: 150 mg di colesterolo, 50 mg di fosforo, 46 mg di sodio, 19 mg di potassio, 8 mg di calcio, 4 mg di ferro, 0,18 mg di vitamina B2 e 0,14 mg di vitamina B1.

Dove si trova la trippa migliore in Italia?
In Italia abbiamo le seguenti ricette dedicate alla trippa:
- Trippa trentina (o Zuppa del Viandante)
- Trippa alla fiorentina
- Trippa alla romana
- Busecca (o trippa alla milanese)
- Lampredotto di Firenze
- Trippa alla genovese
- Trippa alla piacentina
- Trippa alla parmigiana
- Zuppa marescialla (Napoli)
- Morzeddhu catanzarisa (Morzello di Catanzaro)

Non potrà mancare la nostra ricetta storica… la Zuppa del Viandante che è assolutamente da provare la sera prima della festa di San Romedio in Cantina del Bruno.
Dove trovo la migliore trippa all’estero?
All’estero troviamo i seguenti tipi di trippa:
- Andouillette (Francia)
- Callos a la Madrileña (Madrid, Spagna)
- Chkémbè tchorba (Bulgaria, Romania)
- Ciorba de burta (Romania)
- Işkembe (Est Europa, Medio Oriente)
- Patsas (Grecia)
- Pieds et paquets (Marsiglia, Francia)
- Tripas à moda do Porto (Porto, Portogallo)
- Tripes à la mode de Caen (Caen, Francia)
- Tripes en brochette de la Ferté-Macé (Normandia, Francia)
Allora buona trippa a tutti e… vi aspettiamo per una bella vacanza al Pineta! Restate aggiornati qui con le nostre offerte speciali.
